Herichthys labridens – La mia esperienza

Ciclidi America Centrale
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gsaporita

Herichthys labridens – La mia esperienza

Messaggioda gsaporita » 24/04/2014, 18:38

Posted on 24 aprile 2014 by gioacchino

Immagine

Vorrei affrontare e conoscere insieme a voi un ciclide particolare, stiamo parlando del
Cichlasoma (Cichlasoma) labridens, il suo nome in latino proviene da una caratteristica
particolare del labbro, infatti ha un labbro e una dentatura molto particolare, il labbro
somiglia a quello di una rana e i denti sono sporgenti, visti con una lente di
ingrandimento vi assicuro che se io fossi in ciclide, preferirei non dividere la vasca
con lui.
Fa parte alla famiglia dei Ciclidi, alla sottofamiglia dei Cichlasoma, il suo genere è
Herichthys labridens, lo si può incontrare in America Centrare su due versanti o sul
Rio Verde in prossimità della laguna de Chapala, oppure all’inizio del Rio Panuco
dove si uniscono due grandi fiumi il Rio Moctezuma e Rio Tampaòn, naturalmente
stiamo parlando di distanze importanti, ecco perché si dice che si possono trovare
in due versanti.
La mia esperienza con Herichthys labridens, è stata inizialmente piacevole, poi le cose
sono cambiate drasticamente e sono stato costretto a trovargli una vasca molto più
grande, questo bellissimo ciclide è molto irruento non solo con le specie diverse ma
principalmente con la propria specie, infatti se non si ha una vasca abbastanza grande
il più piccolo che spesso è un terzo del maschio, in questo caso la femmina potrebbe
soccombere, e questo per svariati motivi, quindi se decidete di allevare una coppia di
Herichthys labridens e la vostra vasca non è abbastanza grande vi consiglio vivamente
di dividerli con una rete in modo che il maschio stia sempre in contatto con la femmina
mettendolo in condizioni di non fare del male alla propria femmina, bisogna lasciarli
insieme solamente quando la femmina comincia ad accennare un colore sul dorso
giallo canarino e il ventre nero fino ad arrivare quasi ad altezza occhio, questo succede
sia al maschio che alla femmina, quindi quando uno dei soggetti o entrambi cambiano
colore da blue (che è il suo colore abituale) diventa giallo/nero è quello il momento di
lasciarli insieme in vasca, questo anche dopo la nascita degli avannotti a differenza di
altri ciclidi come quelli africani dei laghi che hanno poca cura parentale, invece loro
eseguono una cura parentale spietata contro eventuali invasori, voi non dovete fare nulla,
dovete lasciare fare ai genitori, chi meglio di loro sa quando e come stanno bene i loro piccoli?

Adorano le acqua chiare possibilmente con fondo di ghiaia, il fango e le rocce,
la temperatura della loro acqua ideale deve essere compresa tra i 22 e 28 gradi,
inoltre dovrà essere molto alcalina, il loro ph si dovrà aggirare tra il 7.5 e 8.0, da
ricerche fatte l’Herichthys labridens vive nella acque più dure di tutto il Messico,
quindi mi raccomando.
Un’altra cosa da non dimenticare è questa:
il maschio può raggiungere in vasca i 25/30 cm, non è un pesce esile ed ha una forza
considerevole, quindi quando decidete di allevarlo fate un po di conti sul loro futuro,
Ampiezza vasca – Convivenza – Temperatura – Valori chimici.

Un’altra cosa da tenere sempre in considerazione e che la specie in oggetto
nel suo habitat naturale è oggi in alto rischio di estinzione, quindi mi raccomando
massima responsabilità.

Qui sotto vedrete un maschio di Herichthys labridens di anni tre, 20 cm, guardate
le dimensioni di questi due soggetti della stessa età, guardate la sua strutture e la
differenza con la femmina, guardate pure la grande testa e la sua bocca dentatissima.



Buona Visione


Maschio

[youtube]jOeInA7WmD4[/youtube]


Coppia in riproduzione

[youtube]N2kKE5Hw_4E[/youtube]



Ciao

Gioacchino


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Stefano
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Re: Herichthys labridens – La mia esperienza

Messaggioda Stefano » 24/04/2014, 20:48

Bravo Gioacchino, come al solito con i tuoi topic, ci riempi di informazioni utili ed interessanti da guardare e leggere.
Conosco bene l'esemplari che hai avuto, li ho visti personalmente e confermo, tutto ciò che hai scritto.

Stefano

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