LAGO MALAWI

MALAWI: MBUNA/HAPS
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LAGO MALAWI

Messaggioda Admin » 15/04/2014, 18:55

COSTE ROCCIOSE

Il Lago Malawi

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Formatosi non meno di 3 milioni di anni fa nell’antica Fossa Tettonica dell’Africa Orientale (Rift Valley), il Malawi – già chiamato in passato Niassa – è il nono lago al mondo e il terzo in Africa per estensione, grande circa quanto la Lombardia e la Liguria messe insieme! Lungo le sue sponde si affacciano tre stati: a sud ed ad ovest il Malawi, di cui fanno parte anche le grandi isole Likoma e Chizumulu, a nord est la Tanzania, ad est il Mozambico. Non è evidentemente un lago a dimensione italiana: lungo infatti più dell’autostrada Roma-Milano, raggiunge profondità quasi abissali (760 m), pur essendo meno profondo del vicino Tanganica. Come in questo, però, l’ossigeno è presente solo entro i primi 200 m e, quindi, ad eccezione dei batteri la vita è limitata a questa fascia superficiale. Le sue coste possono essere rocciose, sabbiose o ciottolose, con un livello delle acque che varia anche di due metri fra la stagione secca e quella delle piogge. Nonostante circa il 70% delle coste, e quindi dei fondali ad esse prospicienti, siano sabbiosi, sono quelle rocciose (5% delle complessive) e ciottolose a fornire la gran parte delle specie più conosciute dai ciclidofili. Essendo posto ai tropici, la circolazione verticale dell'acqua di questo lago è molto limitata, poiché la temperatura di quella superficiale non è mai abbastanza fredda da permettergli di affondare (nella stagione estiva il vento porta tale temperatura al massimo a circa 20° C), rimescolandosi con quella profonda. Per questo motivo al di sotto dei 200 m di profondità la vita è possibile solo per microrganismi anaerobici.Come il Tanganica e il Vittoria, il Malawi è un vero e proprio "paradiso dei Ciclidi": dal 1864 (anno della prima descrizione della fauna del lago ad opera dell’ittiologo Gunther) ad oggi ne sono state descritte circa 400 specie, ma si pensa ne restino da scoprire e descrivere scientificamente almeno un altro centinaio! I numerosi ambienti acquatici che si succedono lungo le coste, spesso separati tra loro in modo netto e insormontabile da parte dei pesci, hanno favorito in misura stupefacente il processo di speciazione, cioè la formazione di nuove specie grazie all’isolamento delle popolazioni. Naturalmente l’ittiofauna del lago non è costituita da soli Ciclidi, anche se limitata ad una cinquantina di specie: tra queste, val la pena citare alcuni “pesci gatto” (Auchenoglanis occidentalis, Clarias gariepinus e l’endemico Synodontis njassae) e alcuni piccoli killi del genere Aplocheilichthys (A. johnstoni e A. katangae).

Il biotopo delle coste rocciose
Il biotopo certamente più celebrato del Malawi è quello delle scogliere rocciose, che ospita il maggior numero di specie – circa 200 – divise in una dozzina di generi. Quasi tutti questi Ciclidi appartengono al gruppo dei cosiddetti “Mbuna” (altro termine locale, vuol dire letteralmente “battitori di pietra”): si nutrono “brucando” le alghe che ricoprono le rocce, soprattutto alghe verdi dei generi Cladophora e Calothrix, nonché della sottile pellicola di microrganismi (“aufwuchs”) che le riveste. Molte specie presentano splendide livree con colori appariscenti, tutte manifestano un marcato comportamento territoriale che ne rende problematica la convivenza in acquari troppo piccoli e privi di adeguati rifugi. A questo gruppo appartengono, tra gli altri, i generi Pseudotropheus, Labeotropheus, Labidochromis, Cynotilapia, Iodotropheus e Melanochromis. Va ricordato che, per quel che riguarda la riproduzione, quasi tutti i Ciclidi del Malawi sono incubatori orali: le uova, cioè, vengono raccolte in bocca da uno dei genitori (di regola la femmina) e trattenute fino alla schiusa e alla completa emancipazione degli avannotti. Le coste rocciose rappresentano da un terzo ad un quarto di quelle complessive del lago. Il cibo è presente in abbondanza, la competizione avviene principalmente per il territorio riproduttivo. Le dimensioni delle rocce sommerse variano da quelle di un pallone da calcio a diversi metri di diametro.

Caratteristiche fisiche e chimiche: i principali parametri fisico-chimici dell’acqua del lago Malawi sono i seguenti: T 24-29°C (rilevata lungo la linea costiera). Visibilità massima: 20 m. PH: 7,7-8,5. Durezza totale: 4-6°dGH. Durezza carbonatica: 6-8°dKH. Conduttività: 210-335 µS/cm. Si tratta dunque di un’acqua molto limpida, alcalina ma non molto “dura”, con una conduttività relativamente bassa rispetto agli altri grandi laghi africani. Le variazioni stagionali della temperatura e delle precipitazioni influenzano comunque la limpidezza dell’acqua , che può variare da un metro in una giornata calda di febbraio, a oltre 20 m in una giornata senza vento di ottobre. Alla fine della stagione delle piogge (maggio), il lago può essere due metri più alto che alla fine di quella secca e ventosa (novembre).

Vegetazione acquatica e palustre: alghe verdi, generi Cladophora e Calothrix.

Pesci: Pseudotropheus zebra, P. callainos, P. lombardoi, P. estherae, P. fainzilberi, Pseudotropheus elongatus, P. fuscus, P. crabro, Petrotilapia nigra, Tropheops tropheops, T. macrophthalmus, Labidochromis gigas, L. coeruleus, Iodotropheus sprengerae, Melanochromis melanopterus, M. parallelus, M. vermivorus, M. auratus, Tyrannochromis nigriventer, Genyochromis mento, Cynotilapia afra, Protomelas taeniolatus, P. fenestratus, P. virgatus, Nimbochromis linni, Aristochromis christyi, Exochochromis anagenys.


Un acquario “Malawi – coste rocciose”

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Le dimensioni ottimali per ospitare una discreta comunità di Ciclidi sono, ad esempio, 150x70x80 (h) cm. L’illuminazione sarà piuttosto intensa e paragonabile, data anche l’assenza di piante sostituite in parte dalle alghe, a quella di un acquario marino: si può optare per una vasca aperta (in questo caso consigliabili 2 lampade HQI 150 W accoppiate a 2 attiniche 40 W), oppure per un acquario tradizionale con coperchio (combinazione consigliata: 3 neon 10.000°K + 2 neon 50/50 solare e attinica, tutti da 40 W e con riflettore). Filtraggio consigliabile: 2 filtri rapidi esterni a circolazione forzata da 1.500 l/h ciascuno, tubi di pescaggio agli angoli posteriori opposti della vasca e rientro in vasca con getto frazionato per smuovere al massimo l’acqua in superficie. 2 termoriscaldatori 300 W. Fondo di ghiaietto policromo fine, limitato al quarto anteriore della vasca, i restanti 3/4 essendo occupati dalla parete di rocce di varie forme e dimensioni, calcaree e non, saldamente incastrate e incollate tra loro a formare fessure, anfratti e cavità sfruttate dai Ciclidi e dai loro avannotti. Valori fisico-chimici dell’acqua come suggeriti in precedenza. I pesci andranno possibilmente introdotti tutti insieme, in gruppi di 3-4 (1 maschio + 2-3 femmine) e in età giovanile: considerate le spontanee e frequenti riproduzioni, conviene limitarsi a un numero relativamente basso rispetto al volume della vasca, per consentire a un certo numero di “nati in caso” di crearsi un proprio spazio vitale.

Pesci: Pseudotropheus zebra, P. elongatus, P. crabro, P. lombardoi, Cynotilapia afra, Labidochromis caeruleus “Yellow”, , Melanochromis auratus, Iodotropheus sprengerae.

FONDALI DI TRANSIZIONE

Lago Malawi, coste rocciose, ambiente di transizione
Il lago Malawi, o Niassa, come una volta era chiamato, nono al mondo per estensione, è lungo 600 km, largo fino ad 87 e con una profondità massima di 758 m, con una superficie di 31.000 km2. Lungo le sue sponde si affacciano tre stati: a sud ed ad ovest il Malawi, di cui fanno parte anche le grandi isole Likoma e Chizumulu, a nord est la Tanzania, ad est il Mozambico. Come nel caso del lago Tanganica, anch'esso di forma allungata, si tratta di un lago formatosi a causa di movimenti sismici e vulcanici, nella cosiddetta Rift Valley. Le sue dimensioni sono aumentate nel corso della sua storia geologica recente, essendo il livello dell'acqua, rispetto a 25.000 anni fa, aumentato di oltre 400 m. Le sue coste possono essere rocciose, sabbiose o ciottolose, con un livello delle acque che varia anche di due metri fra la stagione secca e quella delle piogge. Nonostante circa il 70% delle coste, e quindi dei fondali ad esse prospicienti, siano sabbiosi, sono quelle rocciose (5% delle complessive) e ciottolose a fornire la gran parte delle specie più conosciute dai ciclidofili. Essendo posto ai tropici, la circolazione verticale dell'acqua di questo lago è molto limitata, poiché la temperatura di quella superficiale non è mai abbastanza fredda da permettergli di affondare (nella stagione estiva il vento porta tale temperatura al massimo a circa 20° C), rimescolandosi con quella profonda. Per questo motivo al di sotto dei 200 m di profondità la vita è possibile solo per microrganismi anaerobici. Il pH dell'acqua è in tutto il lago spostato verso valori da moderatamente a molto alcalini (7,5-8,5), secondo la profondità. Più alto in superficie, dove l'anidride carbonica presente tende ad essere eliminata dal rimescolamento delle acque, più basso in profondità. Il contenuto di sali presenti nell'acqua, misurato in microsiemens dalla conducibilità è però inferiore a quello ad esempio del lago Tanganica, oscillando tra 200 e 260. La temperatura è in genere compresa fra i 23 e i 28° C, con punte massime di 30° C nella stagione delle piogge (novembre-aprile) e di 20° C, come abbiamo già visto, in quella estiva, quando soffia costantemente il vento chiamato dagli indigeni Mbewa. L'acqua nelle zone rocciose è generalmente limpida, mentre lo è meno in quelle dove prevale la sabbia o il fango, con valori, influenzati anche dalle precipitazioni e dalla stagione, che possono variare da1-2 m ad oltre 20 di visibilità. L'ittiofauna del lago è, infatti, principalmente composta di Ciclidi, con oltre 500 specie endemiche, raggruppate in 49 generi. Tale ricchezza ha fatto sì che, lungo le suo spende nascesse il primo parco naturale d'acqua dolce del mondo, il Lake Malawi National Park, costituito nel 1980 a Monkey Bay, lungo le coste meridionali per proteggere questo straordinario esempio di biodiversità acquatica.

L'ambiente di transizione
Lungo le coste rocciose, a profondità in genere comprese fra i 10 e i 20 m, le rocce e i sassi sono frammiste a sabbia, in quello che è noto come biotopo "intermedio" o "di transizione". Lo stesso tipo di ambiente si ritrova a profondità minori, in quei tratti costieri dove le rocce si alternano alla sabbia. In tale biotopo vivono un gran numero di Ciclidi Utaka, un termine usato dai pescatori locali indicare i pesci che catturano in acque libere con una particolare rete circolare. Al contrario, infatti, della maggioranza degli altri Ciclidi, che passano la loro vita strettamente legati al fondo, gli Utaka popolano la colonna d'acqua antistante le formazioni rocciose, avvicinandovisi solo per scopi riproduttivi. Fra le specie di Utaka caratteristiche di questo biotopo vi sono alcuni degli appartenenti ai generi Copadichromis, Nyassachromis, Protomelas e Otopharynx.
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Nello stesso ambiente vivono i Ciclidi del genere Aulonocara, conosciuti come "i pavoni del Malawi", per i colori accesi delle loro livree (in particolare di quelle dei maschi). Nella fascia litorale dell'ambiente di transizione è poi possibile trovare numerose specie di Ciclidi Mbuna, appartenenti ai generi Metriaclima (ex Pseudotropheus), Pseudotropheus, Tropheops, Labidochromis e Melanochromis. Fra i ciclidi predatori piscivori è si possono citare gli appartenenti ai generi Sciaenochromis, Mylochromis, Naevochromis, Nimbochromis e Hemitaeniochromis.


Caratteristiche fisiche e chimiche: L'acqua, a 15-20 m di profondità, è generalmente limpida. Il fondo costituito da sabbia fine, interrotto da scogli e rocce di varie dimensioni, che formano anfratti e piccole grotte dal fondo sabbioso. L'acqua del Lago Malawi ha caratteristiche piuttosto particolari, anche se non "estreme" come quella del vicino Tanganica. Esse si possono riassumere in una durezza totale piuttosto bassa (4-6° GH), KH >10°, un pH alcalino (7,7-8,8), una conduttività di 210-260 microSiemens, nitrati e nitriti assenti e una temperatura compresa fra 24 e 29° C.

Piante acquatiche e palustri (di interesse acquariofilo): Vallisneria spiralis (nella foto in basso), Ceratophyllum demersum.


Pesci (di interesse acquariofilo): Copadichromis sp. "verduyni dwarf ", Chilotilapia rhoadesii, Copadichromis azureus, C. likomae, C. borleyi, Nimbochromis venustus, N. polystigma, Protomelas annectens, P. fenestratus, Otopharynx sp., O. heterodon, Aulonocara auditor, A. jacobfreibergi, A. stuartgranti (sinonimo di A. hansbaenschi), A. baenschi, A. heseri, A. ethelwynnae, A. saulosi, A. kandeense, Metriaclima sp., M. phaeos, M. bentos, Pseudotropheus heteropictus, P. elongatus, Tropheops romandi, T. microstoma, Labidochromis flavigulis, L. shiranus, Melanochromis simulans, M. lepiododaptes, Sciaenochromis fryeri, Mylochromis formosus, Naevochromis chrysogaster, Hemitaeniochromis urotaenia, H. spiroleptus.


Un acquario "Malawi, ambiente di transizione"
Per ricostruire in acquario l'ambiente di transizione è necessario disporre di una vasca di almeno 200 l, meglio se 300. L'arredamento che meglio riproduce questo biotopo è rappresentato da una "scogliera" di rocce sovrapposte, a ricoprire l'intera parete posteriore della vasca (foto in alto), disposte in modo da creare il maggior numero possibile di rifugi e nascondigli, ma anche più territori visivamente separati. Questo aiuterà a smorzare l'aggressività dei maschi delle varie specie, che è piuttosto sviluppata. Fondamentale è, ovviamente, è la presenza di uno spesso strato di fondo costituito da sabbia fine, al di sopra del quale i pesci trascorreranno buona parte della loro giornata. E' utile anche predisporre angoli sabbiosi nascosti, dove molte specie deporranno le proprie uova. Pur essendo raramente presenti nei biotopi naturali, alcuni piccoli gruppi di piante come Vallisneria spiralis e Ceratophyllum demersum, possono essere sistemate fra i sassi nella parte posteriore della vasca. Un altro dato peculiare del biotopo popolato da questi pesci è il movimento e la purezza dell'acqua. E' quindi necessario fornire l'acquario di un efficiente e sovradimensionato impianto di filtraggio biologico o addirittura di un filtro percolatore e, nel caso di vasche di grandi dimensioni, di una o più pompe di movimento. Importanti sono anche frequenti lavaggi dei materiali pre-filtranti presenti nel filtro (procedura che abbatte la carica batterica in sospensione) e cambi parziali di almeno il 15% della capienza totale ogni settimana. L'illuminazione può essere fornite da lampade fluorescenti di tipo Sun-Light (10.000° K), che producono una luce particolarmente bianca e simile a quella riscontrabile nelle limpide acque del Malawi.

Eventualmente si possono accoppiare con una di tipo "attinico" a luce blu, che oltre a simulare, opportunamente timerizzata, l'effetto alba-tramonto, esalterà le tonalità blu dei bellissimi Ciclidi caratteristici di questo biotopo. I valori dell'acqua sono quelli indicati parlando del ambiente naturale, che in acquario possono facilmente essere riprodotti utilizzando di appositi sali in commercio, che vanno miscelati ad acqua di osmosi, ottenendo un effetto di tampone sul pH, nonché la giusta proporzione di elementi presenti in soluzione in natura.

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Piante: Vallisneria spiralis (10 piantine negli spazi fra le rocce), Ceratophyllum demersum (5-6 steli, a formare dei ciuffi fra le rocce)


Pesci: Copadichromis azureus (2 coppie), Protomelas annectens (1 coppia), Aulonocara jacobfreibergi (2 coppie), A. baenschi (1 coppia)

FONTE: ( natureaquarium )
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